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ANNATA 2017: CALDO E SICCITA’ - Montaribaldi - Azienda agricola a Barbaresco

ANNATA 2017: CALDO E SICCITA’

L'annata 2017 verrà ricordata come una delle annate più calde dell’ultimo decennio. Questo si può dire andando ad analizzare alcuni grafici riguardanti temperatura e piovosità.

Il grafico della sommatoria termica esprime la quantità totale di energia a disposizione della vite nel periodo vegetativo (1 aprile - 30 settembre). Il valore di somma termica raggiunto nel 2017 è di 2422,9 gradi giorno.

 Fig. 1: Somma termica (Fonte: R.A.M. Regione Piemonte, capannina Barbaresco)

Importante osservare il trend degli ultimi nove anni, che manifesta un progressivo e costante aumento delle somme termiche.

 
Fig.2: Temperature medie, media mensile (Fonte R.A.M. Regione Piemonte, capannina Barberesco)

 La curva delle temperature medie mensili del 2017 (Fig.2) evidenzia il trend “caldo” di tutta l’annata.  A partire da gennaio osserviamo temperature superiori alla media degli ultimi cinque anni, di 1-1,5°C fino a settembre. I picchi termici si osservano nel mese di marzo (+3,04°C), giugno (+3,02°C) e agosto (+2,34°C).

 Fig. 3: Piovosità annua (Fonte: R.A.M. Regione Piemonte, capannina Barbaresco)

La quantità di pioggia caduta nel corso dell’annata (Fig.3) è stata di 442,4 mm di pioggia, ben 307,9 mm di pioggia in meno rispetto alla media degli ultimi sei anni.  I mesi estivi hanno avuto piovosità dimezzate. Tuttavia, ad aver inciso maggiormente sull’annata sono stati i seguenti fattori:

-          Scarso innevamento nell’inverno 2016-2017

-          Precipitazioni ridotte nei mesi di marzo (-52,5mm), ottobre (-55,7mm) e novembre (-66,26mm)

Per quanto riguarda l'aspetto fenologico, il germogliamento è stato molto anticipato per cui l’esposizione al rischio gelate è stato notevole. Infatti, sono stati ingenti i danni portati da questa idrometeora all’agricoltura in tutta l’Europa. In seguito, l’andamento climatico caldo asciutto ha portato ad un veloce accrescimento dei germogli. L’eccessivo caldo, con le elevate temperature estive, unite alla scarsa quantità di pioggia, ha portato ad un arresto dell’accrescimento dei germogli con sintomi di siccità in tutti i vigneti, soprattutto nelle posizioni più assolate. Da segnalare oltre a danni da gelate anche considerevoli grandinate che hanno portato ad un consistente calo di produzione.

Dal punto di vista fitosanitario l’annata è stata piuttosto facile da gestire per quanto riguarda la peronospora (Plasmopora viticola). Già a partire da giugno si sono ridotti considerevolmente i numeri di trattamenti nei confronti di questo patogeno. Per quanto riguarda l’oidio (Oidium tuckeri) l’annata calda ha creato qualche apprensione in più rispetto alla peronospora anche se nel complesso con una accurata gestione dei trattamenti è stato possibile controllare agevolmente il patogeno.    

L’andamento climatico caldo dell’annata ha portato una vendemmia anticipata. Si è iniziato con la raccolta dello Chardonnay nell’ultima decade di agosto, seguito dal Moscato. Nella prima decade di settembre sono stati vendemmiati Arneis e Dolcetto, successivamente Barbera e Nebbiolo (ultima decade di settembre).  Il nebbiolo è stato vendemmiato con almeno due settimane di anticipo, infatti la vendemmia è stata chiusa nella prima settimana di ottobre. Fortunatamente le varietà tardive hanno potuto giovare di un settembre con temperature nella norma, caratterizzato da buone escursioni termiche che hanno aiutato considerevolmente la maturazione fenolica e aromatica dell’uva.

 A causa di grandinate e gelate, i cali di produzione si possono attestare tra il 35-40%. Fortunatamente, la grandine caduta precocemente ha pregiudicato esclusivamente la quantità e non la qualità del prodotto.

Nonostante le problematiche di cui sopra, l'annata ha soddisfatto pienamente le aspettative offrendo vini organoletticamente fini e strutturati.


Roberto Prandi e Sergio Belmonte

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