Vini di vigna… in pratica

Un VINO DI VIGNA:
Non è biologico
Perché non pensiamo che un nome “bio”, una certificazione, un regolamento non troppo severo siano la soluzione per produrre vini più sani e qualitativamente migliori.
 
Non è biodinamico
Perché è meglio un sistema di produzione integrato che punta alla riduzione degli impatti con l’innovazione e non con tecniche prive di basi scientifiche.
 
Non è un “vino naturale”
Perché anche noi non vogliamo “modificare” le caratteristiche dell’uva, ma queste vanno assolutamente preservate e protette durante la trasformazione.
 
Scopo di questa sezione è quindi di darvi qualche informazione in più su come facciamo a produrre i nostri VINI DI VIGNA.
Tramite qualche breve video, inoltre, abbiamo scelto di provare a portarvi in azienda, e farvi vedere, in pratica, di cosa si tratta.
Siamo forse gli unici in Piemonte ad aver fatto questa scelta.
Ovviamente, tuttavia, i lavori e le attività che svogliamo dipendono dai tempi della natura, ragion per cui alcuni video li troverete fin da oggi, gli altri, invece verranno caricati lavorazione, dopo lavorazione, secondo lo scorrere naturale del tempo.
 
Indice dei contenuti
Utilizza l’indice per muoverti nella pagina e leggere ciò che più ti interessa.
 
Qualità: azioni in vigneto
Potatura Guyot
Legatura capo a frutto
Scacchiatura
Palizzamento e cimatura
Sfemminallatura
Inerbimento totale del vigneto
Controllo maturazione
Risultati
 
Qualità: azioni in cantina
Vinificazione rispettosa
Filtrazioni blande
Stabilizzazione tartarica con freddo naturale
Vini single vineyard
Razionalizzazione uso solforosa
Risultati
 
Eco-sostenibilità: azioni
Produzione integrata
Approccio olistico
Spazi di confine
Inerbimento spontaneo permamente
Riutilizzo sotto-prodotti della lavorazione dell’uva
Vermicompost auto prodotto
Utilizzo di energia da fonti rinnovabili
 
Qualità: azioni in vigneto
Potatura Guyot
La potatura è la prima operazione effettuata all’inizio del ciclo produttivo.
Ogni inverno viene tolto l’80% della parte aerea della pianta. Questo permette di contenerne la forma e, soprattutto, di regolare la produzione.
Essendo un’operazione invasiva Montaribaldi attua una serie di accorgimenti per ridurre l’impatto di questa pratica sulla pianta. Ad esempio si effettua un sistema di potatura a Guyot con variante testa di salice.
In questo modo i tagli sono localizzati sul ceppo della vite (testa di salice) e riguardano solamente il legno giovane (1-3 anni) evitando i tagli più invasivi sui legni vecchi (10-20 anni).
La potatura avviene nei mesi di gennaio e febbraio perché la pianta è in fase di stasi vegetativa.


 

Legatura capo a frutto
Nelle giornate più umide del mese di febbraio i tralci vengono piegati orizzontalmente e legati al primo filo dell’orditura della spalliera.
La piegatura è fondamentale poiché determina una strozzatura del flusso linfatico e una maggiore uniformità nella crescita dei futuri germogli del capo a frutto.
Montaribaldi effettua una piegatura molto stretta, prossima ai 90°, e direziona il capo a frutto verso est.
Ciò favorisce un migliore sviluppo dei germogli che tenderanno ad essere in posizione verticale anziché obliqua consentendo una buona esposizione al sole dei futuri grappoli.


 

Scacchiatura
E’ la prima forma di potatura verde e viene eseguita nella primavera avanzata (maggio) quando i germogli hanno raggiunto i 30 cm di lunghezza.
Consiste nella rimozione dei germogli che porterebbero ad una eccessiva fittezza di vegetazione nella parete fogliare.
Questo intervento ha una duplice importanza, selezionare i germogli migliori per la produzione dell’annata in quanto le energie della pianta verranno destinate ai germogli scelti e permettere lo sviluppo di una parete fogliare uniforme fondamentale per favorire la maturazione dell’uva.


 

 
Palizzamento e cimatura
I germogli selezionati con l’operazione di scacchiatura hanno un repentino sviluppo che li porta in breve tempo a raggiungere l’apice della controspalliera, questo è dovuto soprattutto dall’elevata “pressione climatica” tra maggio e giugno (disponibilità idrica e temperature medio alte).
Fondamentale è scegliere il momento ideale per infilare e legare i germogli al filare, in funzione dell’aspetto meteorologico, della cultivar e dell’orditura della spalliera.
Questo consente la distribuzione dei germogli in modo regolare formando una parete fogliare efficiente (ben esposta al sole) ciò avrà una influenza notevole sulla buona riuscita delle successive operazioni riguardanti la pulizia della fascia grappolo.
Quando la parete fogliare raggiunge e supera l’ultimo filo della spalliera gli apici vengono tagliati (cimatura).
Lo scopo di questa operazione è di nutrire meglio i grappoli. Con l’asportazione degli apici vegetativi il flusso delle sostanze nutritive viene deviato preferenzialmente nei grappoli garantendone un migliore sviluppo.
 
Sfemminallatura
La parete fogliare ora è formata e ancorata alla spalliera. Durante il mese di giugno, ultimati i lavori di palizzamento, ci si concentra con le operazioni di pulizia della fascia grappolo e in particolar modo con la sfemminellatura.
Le femminelle sono tralci secondari che si sviluppano sui tralci primari, in corrispondenza dei nodi, all’ascella della foglia.
Al fine di garantire una perfetta esposizione alla luce dei grappoli (fondamentale per la maturazione) e ridurre il rischio di infezioni funginee si procede con l’asportazione manuale di questi organi verdi.
Montaribaldi non agisce tutti gli anni con gli stessi modi e tempi (standardizzando), ma l’intervento è valutato in base all’andamento dell’annata scegliendo se, quando e come asportare le femminelle.
 
Inerbimento totale del vigneto
Le varie essenze erbacee sono sovente state viste come infestanti del vigneto.
In realtà, se gestite correttamente hanno diversi effetti positivi.
Montaribaldi favorisce l’inerbimento intervenendo solo con lo sfalcio dell’erba.
In questo modo è mantenuto un buon livello di sostanza organica nel terreno e la competizione per i nutrienti tra il cotico erboso e la vite determina una riduzione della quantità di produzione a favore della qualità.
 
Controllo maturazione
Controlli analitici e visivi per valutare il grado di maturazione dell’uva.
In questo modo si capisce qual è l’oggettivo livello di maturità e si stabilisce il momento ottimale della raccolta.
Soprattutto è importante evitare di anticiparla perché ciò non permetterebbe di sfruttarne tutto il potenziale qualitativo.
Montaribaldi cerca sempre di ritardare al massimo la raccolta per garantire un ottimo livello di maturazione.
 
Risultati
Nessun diradamento dei grappoli:
Tutti i piccoli interventi effettuati permettono di arrivare in vendemmia con una produzione equilibrata e quindi non sarà necessario eseguire il diradamento dei grappoli, operazione invasiva per la pianta e non ottimale per la maturazione dell’uva.
Cura vite per vite:
Come in una popolazione ci sono diversi tipi di individui, all’interno di un vigneto ogni vite ha un suo comportamento, con l’attuazione meticolosa delle pratiche precedentemente descritte è il viticoltore a dover fare delle scelte (potatura invernale, potatura verde, carico produttivo, altezza dello sfalcio dell’erba, momento dello sfalcio dell’erba) per far si che la pianta produca la maggiore qualità possibile nell’annata corrente e anche nelle successive.
Inoltre si ha anche un effetto positivo sulla salute delle piante con conseguente aumento della loro durata; quanto più invecchia una pianta tanto maggiore risulterà la qualità del vino prodotto.
 
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Qualità: azioni in cantina
Vinificazione rispettosa
La produzione di un grande vino si ha solamente partendo da un’uva di alta qualità e quando l’uva è conferita in cantina l’obiettivo fondamentale è agire delicatamente e non depauperare ciò che nel corso dell’annata la natura ha prodotto.
 
Filtrazioni blande
La filtrazione dei vini permette di ridurre la torbidità e eliminare le piccole particelle in sospensione che potrebbero poi dare problemi di fondi nelle bottiglie. Allo stesso tempo questa operazione causa una diminuzione delle caratteristiche qualitative del vino.
Per questo Montaribaldi le riduce al minimo, rischiando la sporadica presenza di qualche fondo in bottiglia, con l’obbiettivo di salvaguardare le caratteristiche organolettiche del vino.
 
Stabilizzazione tartarica con freddo naturale
La stabilizzazione tartarica consiste nel portare il vino a basse temperature (-4 / 0°C) al fine di favorire la precipitazione dei tartrati per poterli rimuovere ed evitare che ciò avvenga in bottiglia.
Questa operazione causa anche un impoverimento a livello organolettico, perciò Montaribaldi effettua una stabilizzazione a freddo blanda (5 / 10 °C), rischiando la sporadica presenza di qualche fondo in bottiglia, sfruttando solamente il freddo invernale.


 

Vini single vineyard
I nostri vini sono single vineyard, ovvero ogni vino è prodotto esclusivamente con le uve provenienti da uno o più vigneti dedicati.
 
Razionalizzazione uso solforosa
I limiti imposti dalla legislazione europea sono 150 mg/L per i vini rossi e 200 mg/L per i vini bianchi, mentre il regolamento per la produzione di vino da uve biologiche (reg. UE n. 203/2012) prevede 120 mg/L per i vini rossi e 170 mg/L per i vini bianchi.
Grazie a una tecnica di vinificazione attenta e numerosi controlli analitici il contenuto di solfiti nei nostri vini è pari a circa la metà del limite imposto della legislazione europea e a due terzi del limite relativo al vino biologico.
 
Risultati
Anche se ciò può costare numerosi sacrifici e qualche fondo di tartrati o di colore, ogni anno nella bottiglia emerge quello che è l’espressione della varietà, del clima e del vigneto e quindi un VINO DI VIGNA.
 
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Eco-sostenibilità: azioni
 
Produzione integrata
In linea con quanto stabilito dai Disciplinari di Produzione Integrata (DPI) della Regione Piemonte, gli interventi in vigna devono essere mirati e funzionali, sia per quanto riguarda il settore della difesa che quello agronomico. Il contenimento delle principali malattie e insetti dannosi della vite (Plasmopara viticola, Oidium tuckeri Berk, Botrytis cinerea, Lobesia botrana e Scaphoideus titanus) viene fatto a priori, cercando di prevederne l’andamento (modelli previsionali e trappole per monitoraggio insetti) e a posteriori, seguendo il concetto di soglia economica di intervento (si interviene solo quando si supera una percentuale di diffusione della malattia). L’utilizzo di queste tecniche, accompagnato da una corretta tecnica agronomica in vigna, permette una sostanziale diminuzione dell’utilizzo di agro-farmaci.
 
Approccio olistico
Il vigneto viene considerato nel suo insieme e non come singoli comparti. Ogni intervento avviene valutando tutte le interrelazioni tra piante, clima, malattie e l’intervento stesso.
 
Spazi di confine
Montaribaldi presta grande attenzione non solo al vigneto, ma anche a tutto ciò che lo circonda, come ad esempio gli spazi di confine (siepi, incolti, bordi). Questi sono molto importanti per aggiungere diversità sia funzionale (zone rifugio per insetti utili, buffer zone) e paesaggistica all’agro-ecosistema agrario.
 
Inerbimento spontaneo permamente
L’inerbimento non ha solamente effetti positivi per quanto riguarda la qualità dell’uva ma è un potente strumento per limitare l’erosione del suolo, favorire la biodiversità e aumentare il contenuto di sostanza organica. Quest’ultima è importante sia per la fertilità del suolo sia per incrementare la sottrazione di anidride carbonica dall’atmosfera (carbon sequestration).
 
Riutilizzo sotto-prodotti della lavorazione dell’uva
A differenza di quanto succede normalmente, i diversi sotto-prodotti ottenuti dalla trasformazione dell’uva in vino (Graspi, parte della vinaccia e fondi di travaso) vengono raccolti e riutilizzati nei nostri vigneti come concime naturale.
 
Vermicompost auto prodotto
Montaribaldi produce compost e lo utilizza per la concimazione delle giovani piante. Questo è prodotto partendo da letame bovino aggiunto di lombrichi e rivoltato più volte per favorire l’areazione quindi il processo di compostaggio.
 
Utilizzo di energia da fonti rinnovabili
Montaribaldi utilizza energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili, inoltre l’azienda è dotata di una caldaia a biomasse (legna) da 90 KW, che provvede al riscaldamento e alla produzione di acqua calda per i ¾ dei fabbisogni aziendali.
 
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